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MANUALE DI TECNICHE DI REGISTRAZIONE DEI TUMORI
Casa Editrice:PICCIN
Autori :
Volume:UNICO
Anno Edizione:2021
Numero Edizione:I
ISBN:9788829931361
Categoria:ONCOLOGIA
Giorni per la spedizione: immediata
Numero Pagine:170
Rilegatura:Brossura
Formato:17x24
Prezzo Copertina: 15.00


Sconto 5%
Prezzo Sito 14.25
 
Descrizione
Il nuovo Manuale di Tecniche di Registrazione è strutturato in 6 capitoli e un’Appendice: il primo è dedicato alla Registrazione dei tumori e introduce il concetto di qualità e confrontabilità dei dati e le caratteristiche generali che un RT moderno ed efficiente dovrebbe avere.
Il capitolo 2 affronta in dettaglio la biologia dei tumori, fondamentale per spiegare alcuni comportamenti delle neoplasie in relazione all’istotipo, al grading, all’estensione della malattia ed alla presenza di variabili biologiche che sempre più spesso condizionano la prognosi.
I capitoli 3 e 5 sono dedicati alle tecniche di registrazione delle neoplasie, con gestione dei casi in generale (casistica eleggibile da inviare alla Banca Dati) e più in particolare (tumori multipli, DCO, casi sospetti).
Il capitolo 4 affronta il tema della classificazione delle malattie, scendendo nel dettaglio su topografia e morfologia.
Il capitolo 6 descrive i flussi informativi del RT distinguendo quelli obbligatori (anatomia patologica, SDO e certificati di decesso) da quelli ancillari (farmaceutica, ambulatoriale, ecc) che sempre più spesso si affacciano nel panorama diagnostico nazionale.
L’Appendice, una novità rispetto alla edizione precedente, è interamente dedicata ai markers tumorali che, come ben descritto, non “fanno diagnosi” ma possono orientare il registratore.
Altre novità del Manuale: a) l’anagrafe sanitaria rappresenta il riferimento standard per i RT, pur con tutti i limiti a volte rilevati in termini di aggiornamento; (b) mancano le schede sede-specifiche che verranno trattate separatamente. Si tratta di una scelta editoriale legata al fatto che test diagnostici e imaging sempre più sofisticati potrebbero rendere necessari aggiornamenti più agevoli ed al passo con i tempi. Alla fine di ogni capitolo compare una Verifica dell’apprendimento che accompagna il registratore nel processo di consolidamento di alcuni concetti e ne rafforza la comprensione.
Un principio ripreso in diversi punti del manuale è la non ridondanza. Questo implica diversi aspetti: evitare di recuperare informazioni non richieste; evitare di guardare cartelle cliniche se le informazioni di base (sede, morfologia e data diagnosi) sono già presenti; accanirsi nella ricerca del codice morfologico più preciso o nella data di incidenza più prossima alla diagnosi se questo comporta un grande dispendio di energie per il RT.
Molti RT italiani partecipano da anni a studi di alta risoluzione: in questi casi la raccolta di variabili specifiche (grading, stadio e talvolta trattamento) deve essere completa e precisa.
Ricordiamo che i registratori non sono tenuti a correggere errori altrui: nel caso di incongruenza tra le informazioni riportate Il nuovo Manuale di Tecniche di Registrazione è strutturato in 6 capitoli e un’Appendice: il primo è dedicato alla Registrazione dei tumori e introduce il concetto di qualità e confrontabilità dei dati e le caratteristiche generali che un RT moderno ed efficiente dovrebbe avere.
Il capitolo 2 affronta in dettaglio la biologia dei tumori, fondamentale per spiegare alcuni comportamenti delle neoplasie in relazione all’istotipo, al grading, all’estensione della malattia ed alla presenza di variabili biologiche che sempre più spesso condizionano la prognosi.
I capitoli 3 e 5 sono dedicati alle tecniche di registrazione delle neoplasie, con gestione dei casi in generale (casistica eleggibile da inviare alla Banca Dati) e più in particolare (tumori multipli, DCO, casi sospetti).
Il capitolo 4 affronta il tema della classificazione delle malattie, scendendo nel dettaglio su topografia e morfologia.
Il capitolo 6 descrive i flussi informativi del RT distinguendo quelli obbligatori (anatomia patologica, SDO e certificati di decesso) da quelli ancillari (farmaceutica, ambulatoriale, ecc) che sempre più spesso si affacciano nel panorama diagnostico nazionale.
L’Appendice, una novità rispetto alla edizione precedente, è interamente dedicata ai markers tumorali che, come ben descritto, non “fanno diagnosi” ma possono orientare il registratore.
Altre novità del Manuale: a) l’anagrafe sanitaria rappresenta il riferimento standard per i RT, pur con tutti i limiti a volte rilevati in termini di aggiornamento; (b) mancano le schede sede-specifiche che verranno trattate separatamente. Si tratta di una scelta editoriale legata al fatto che test diagnostici e imaging sempre più sofisticati potrebbero rendere necessari aggiornamenti più agevoli ed al passo con i tempi. Alla fine di ogni capitolo compare una Verifica dell’apprendimento che accompagna il registratore nel processo di consolidamento di alcuni concetti e ne rafforza la comprensione.
Un principio ripreso in diversi punti del manuale è la non ridondanza. Questo implica diversi aspetti: evitare di recuperare informazioni non richieste; evitare di guardare cartelle cliniche se le informazioni di base (sede, morfologia e data diagnosi) sono già presenti; accanirsi nella ricerca del codice morfologico più preciso o nella data di incidenza più prossima alla diagnosi se questo comporta un grande dispendio di energie per il RT.
Molti RT italiani partecipano da anni a studi di alta risoluzione: in questi casi la raccolta di variabili specifiche (grading, stadio e talvolta trattamento) deve essere completa e precisa.
Ricordiamo che i registratori non sono tenuti a correggere errori altrui: nel caso di incongruenza tra le informazioni riportate nel testo (es. referto di anatomia patologica e codice SNOMED), è il testo descrittivo che avrà la priorità. Questo tuttavia non implica che gli operatori dei RT devono riguardare tutti i referti in chiaro, anche se sono disponibili. È bene sottolineare che i referti di anatomia patologica, le SDO e le schede di morte sono compilate e firmate da un medico ed hanno valore legale. I registratori
possono, quando possibile, correggere tali incongruenze ma non è compito del RT affrontare problemi legati alla organizzazione sanitaria.
Nel Manuale sono riportati anche i concetti di utilità e di buon senso: significa che la qualità del dato è fondamentale ma non bisogna tralasciare un buon rapporto costi/benefici. Meglio avere dati recenti e di buona qualità che dati antichi, seppur di ottima qualità.
Infine è stato introdotto il concetto di plausibilità: sul piano clinico significa rispettare la “storia naturale” della malattia: conoscere la fisiologia e la patologia e l’evoluzione della malattia dovrebbe sempre servire a dirimere casi dubbi. In quest’ottica la presenza nel RT di un medico dovrebbe sempre essere risolutiva del caso.
Non ultimo: un caro ricordo ad Adriano Giacomin, che a lungo ha seguito e indicato la strada della registrazione dei tumori in Italia.

nel testo (es. referto di anatomia patologica e codice SNOMED), è il testo descrittivo che avrà la priorità. Questo tuttavia non implica che gli operatori dei RT devono riguardare tutti i referti in chiaro, anche se sono disponibili. È bene sottolineare che i referti di anatomia patologica, le SDO e le schede di morte sono compilate e firmate da un medico ed hanno valore legale. I registratori
possono, quando possibile, correggere tali incongruenze ma non è compito del RT affrontare problemi legati alla organizzazione sanitaria.
Nel Manuale sono riportati anche i concetti di utilità e di buon senso: significa che la qualità del dato è fondamentale ma non bisogna tralasciare un buon rapporto costi/benefici. Meglio avere dati recenti e di buona qualità che dati antichi, seppur di ottima qualità.
Infine è stato introdotto il concetto di plausibilità: sul piano clinico significa rispettare la “storia naturale” della malattia: conoscere la fisiologia e la patologia e l’evoluzione della malattia dovrebbe sempre servire a dirimere casi dubbi. In quest’ottica la presenza nel RT di un medico dovrebbe sempre essere risolutiva del caso.
Non ultimo: un caro ricordo ad Adriano Giacomin, che a lungo ha seguito e indicato la strada della registrazione dei tumori in Italia.

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